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Rapporto con il sistema dei servizi e dei centri.

a) Commissione regionale di monitoraggio

Dopo la sottoscrizione dell'Accordo CEA- Regione Emilia Romagna e una volta recepite le ulteriori adesioni di Enti non aderenti al CEA (determinazione del Direttore generale Sanità e Politiche sociali n. 1666 del 20 febbraio 2003), è stata nominata la Commissione paritetica di monitoraggio (determinazione del Direttore generale Sanità e Politiche sociali n. 2012 del 27 febbraio 2003). Tale Commissione, di cui fa parte il responsabile Relazioni Esterne Marcello Stecco, ha il compito di:
- Leggere gli accordi attuativi aziendali sul versante della spesa e della diversificazione dell'offerta pubblica e privata
- Monitorare l'effettiva diminuzione degli inserimenti fuori Regione
- Monitorare l'andamento degli inserimenti nelle strutture pubbliche e private
- Verificare l'effettivo rispetto dei debiti informativi degli Enti nei confronti della Regione
- Valutare le iniziative formative messe in atto
- Monitorare la domanda di interventi sul piano quali/quantitativo tenendo conto dei bisogni territoriali
- Valutare a fine anno la differenza tra aumento concordato e inflazione reale, anche in relazione alla evoluzione degli accordi sindacali
Inoltre la Commissione è messa a conoscenza della spesa complessiva regionale e aziendale per livelli essenziali di assistenza e dei costi effettivamente sostenuti per ogni singola struttura; tali informazioni costituiranno la base di eventuali futuri adeguamenti tariffari.
La Commissione si è subito riunita, con il primo obiettivo di promuovere l'attivazione di tavoli locali e l'avvio dei lavori a livello territoriale, partendo dall'analisi dell'esistente. L'attività della Commissione si è rivelata cruciale: le riunioni, a cadenza bimestrale, hanno prodotto osservazioni, puntualmente ritrasmesse ai territori, con l'obiettivo di orientare e indirizzare i percorso locali. Sono state anche attivate iniziative di confronto tra le varie realtà territoriali. Si può affermare che la Commissione Regionale di monitoraggio è diventata un puntuale interlocutore per le Commissioni locali che, con tempi, difficoltà e modalità diverse, hanno avviato la loro attività su tutto il territorio regionale.
Dalla lettura degli accordi sottoscritti a livello locale emerge un quadro variegato, che traduce abbastanza fedelmente i contenuti e l'andamento dei rapporti tra il servizio pubblico e il privato sociale.

Al fine di realizzare una lettura trasversale degli accordi, la Commissione ha individuato una serie di indicatori ritenuti prioritari.

La prima serie di indicatori aiuta a definire il contesto degli attori coinvolti, gli obiettivi e le strategie. Si è rilevato che tutti gli accordi specificano la rete di attori coinvolti, mentre solo quelli di Reggio Emilia e Modena definiscono chiaramente la suddivisione delle attività tra pubblico e privato e le possibili integrazioni. Solo il Piano Unitario Integrato Pubblico Privato di Reggio-Emilia esplicita l'importanza di applicare una strategia integrata per favorire l'efficacia dell'intervento: "l'applicazione di una strategia integrata conduce a privilegiare un risultato multicentrico, orientato a differenziare gli utenti in funzione dei loro bisogni e della complessità dei loro problemi e della sintomatologia presentata, indirizzandoli, dunque, ai servizi più appropriati"; coerentemente con questa enunciazione di principio nella seconda parte del documento per ciascuna area di intervento (Alcol, poliassuntori gravi, carcere, doppia diagnosi, tabacco ecc..) vengono descritti il prodotto offerto, la tipologia di cliente, gli obiettivi in relazione ai tempi, gli strumenti, gli attori del sistema coinvolti, le risorse strutturali e di personale e gli strumenti di valutazione.

Una seconda serie di indicatori è relativa all'analisi del territorio in termini di lettura della domanda e dell'offerta. Tutti gli accordi definiscono la tipologia di servizi/prodotti/attività offerti (Modena relaziona dettagliatamente i programmi speciali per soggetti dipendenti da sostanze stupefacenti), ma solo Reggio Emilia e l'Area vasta Romagna presentano una attenta analisi dei bisogni e della domanda del territorio, partendo dall'analisi dei dati del Sistema. In altri casi, come nell'Accordo di Piacenza, si cita nelle premesse "da una attenta valutazione dei bisogni del territorio" senza tuttavia riportare alcun dato o informazione relativi all'analisi fatta. Nei 3 accordi di Parma si cita "tenuto conto dell'incidenza sempre più rilevante di casi di comorbilità necessitanti di consulenze psicologiche, psichiatriche e psico-educazionali ….." come unico elemento che riporta ad una lettura embrionale della domanda.

Per quanto riguarda gli indicatori degli interventi terapeutici, abbiamo rilevato che Reggio Emilia, Bologna e l'Area Vasta Romagna individuano in maniera puntuale i soggetti (alcolisti, poliassuntori, cocainomani ecc.) ai quali sono rivolti i diversi trattamenti, mentre Piacenza definisce la durata e l'articolazione di tutte le attività offerte. In quasi tutti gli accordi vengono definite le procedure e modalità di rapporto tra il servizio pubblico e le strutture del privato-sociale.

Dall'analisi degli indicatori economici emerge che gli accordi di Piacenza, Modena, Bologna e Parma hanno definito i costi delle rette e delle attività/programmi speciali offerti e riportano il budget disponibile, specificando anche, come nel caso di Parma, che l'AUSL, in presenza di situazioni multiproblematiche che necessitano di interventi economici aggiuntivi personalizzati, predisporrà programmi specifici che prevedano la messa a disposizione di risorse aggiuntive nella misura del 10% del budget 2004. Per l'Area vasta Romagna gli aspetti economici dell'accordo sono suddivisi per Azienda USL, dato che le AUSL mantengono budget distinti.
Solo 2 accordi prendono in esame l'aspetto delle varie professionalità coinvolte nei percorsi terapeutici e attività speciali e fanno previsioni rispetto alla formazione specifica degli operatori, seppure in maniera generica. L'accordo dell'area vasta di Bologna all'ultimo punto indica che "i SerT e gli Enti Ausiliari si impegnano…a promuovere iniziative di formazione comune, affidandone la programmazione e il monitoraggio alla Commissione locale di verifica".

L'ultima categoria di indicatori che abbiamo ritenuto importante è relativa alla valutazione/monitoraggio dei percorsi e delle attività. In questo caso, a parte il piano di Reggio Emilia che ha individuato per ciascun prodotto offerto per area specifici strumenti di valutazione, l'accordo dell'area Vasta di Bologna esplicita al punto G2.4 di prevedere flussi informativi per la valutazione dei trattamenti, avvalendosi della collaborazione del Responsabile dell'Osservatorio Epidemiologico Metropolitano dipendenze Patologiche, mentre l'accordo di Modena all'art.7 prevede che "le attività rese dagli Enti Ausiliari sono oggetto di monitoraggio, valutazione e controllo sotto i profili della qualità e appropriatezza secondo indicatori condivisi e preventivamente formalizzati".

b) FICT

L’elezione del responsabile relazioni esterne CEIS Reggio Emilia nel Consiglio di Presidenza FICT ha intensificato la relazione tra il nostro Centro e la Federazione Nazionale.
Di particolare rilievo la promozione di 2 iniziative che hanno coinvolto direttamente il nostro Centro:

• una ricerca tesa a rappresentare la percezione della FICT da parte dei Centri federati, oltrechè da parte di un gruppo di interlocutori esterni alla Federazione e ciò allo scopo di ridefinire il ruolo della stessa alla luce di un confronto diretto con tali valutazioni
• l’estensione su scala nazionale del sito www.drogaonline.it

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