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Zona di Reggio Emilia

Il gruppo Volontari della Zona di Reggio Emilia è il primo gruppo formatosi e ne fanno parte anche diversi genitori, oggi volontari, che hanno contribuito alla nascita del Centro di Solidarietà di Reggio Emilia.

I volontari di questa zona gestiscono la Casa di Accoglienza "Villa Iolanda". Alcune testimonianze:

"Eravamo noi di Reggio l'unica zona senza una Casa di Accoglienza. Il CeIS ci assorbiva tutte le energie, ma ci mancava qualcosa.
Pur con tutte le paure e le apprensioni del caso, ma forti del fatto che avevamo anche l'esperienza di una "Prima Casa" di via della Veza, ci lanciammo nel 1994 nell'esperienza della Casa di S. Maurizio, un edificio preso in affitto dall'Istituto S. Pietro e Matteo. Insignito il responsabili, ing. Roberto Forelli, obiettore Caritas al CeIS e affiancato da una equipe di responsabili di settore, partimmo con un corso di formazione e circa 30 nuovi volontari (alcuni ancora in attività) e nella primavera riempimmo la Casa con 4 ragazzi, poi 6 e in seguito anche una situazione mista: maschi e femmine in due appartamenti contigui.
Fu ed è un'esperienza straordinaria: cambiano i responsabili, i ragazzi e i volontari, ma rimane la storia e l'esperienza di gruppo insieme ai genitori di Reggio che provvedono al mantenimento materiale.
Le differenze con le altre Case? Siamo gli ultimi, i più giovani, senza un radicamento territoriale forte come le altre zone: la città è la città, per cui non siamo nati con un leader, ma abbiamo scelto la collegialità ed adottato il gruppo di lavoro come metodo di gestione. La scelta si è dimostrata felice, perché da a tutti la possibilità di assumersi responsabilità e di condividerne il peso.
Poi la sig.ra Iolanda Tamagnini ci ha donata una casa in via Oslavia e da alcuni anni ci siamo trasferiti qui, insieme alla Cooperativa Sociale Camelot."

"Il mio volontariato a Villa Iolanda? Sono entrata per rispondere a un mio bisogno, a una mia voglia di conoscere me stessa e gli altri, a una mia curiosità. Ora sono qui, perché per me rappresenta tutto questo: avere e dare, gioia e sofferenza, incontro e scontro, sicurezza e paura, riso e pianto, entusiasmo e sconforto, coinvolgimento, confronto, crescita abbraccio, amicizia, famiglia, vita." Giuliana

"Io "volontario" a Villa Iolanda. Perché? Molte volte mi sono fatta e mi sono sentita rivolgere questa domanda. Io volontario perché nel volontariato
non c'è noia, non c'è solitudine, non c'è disperazione
ma
c'è voglia di fare, c'è accoglienza, c'è speranza.
Anch'io, come i ragazzi che ospitiamo, ho bisogno di credere che questi valori esistono." Alessandra