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Zona di Novellara

La Casa di Accoglienza Bernolda è stata aperta nel Luglio del 1988 presso l'ex Asilo Lombardini di proprietà della Parrocchia di S. Giuseppe, nella frazione Bernolda di Novellara, e ha accolto, in 15 anni di attività, un centinaio di ragazze con problemi di tossicodipendenza, alcune con i loro bambini. La struttura, inizialmente costituita da un appartamento di tre stanze al primo piano dell'edificio di fianco alla Chiesa di San Giuseppe, è stata recentemente ampliata e ristrutturata grazie all'aiuto di tanti benefattori - la parrocchia della Bernolda, il Comune di Novellara, imprese, privati, banche e gli stessi volontari - e può ora accogliere sette ospiti e il volontario in servizio, in un ambiente accogliente, confortevole e dotato di servizi adeguati.

Si è così avverato il sogno dei volontari, che in questi anni si sono trovati a gestire tante emergenze. E' ora possibile ospitare un maggior numero di giovani donne e soddisfare la richiesta di chi desidera affrancarsi dalla dipendenza della droga ma ha paura di dover lasciare il proprio figlio in affido ad altri per un lungo periodo, senza la sicurezza di poterlo riavere alla fine del percorso di recupero.

I volontari coprono i turni nella Casa, raccolgono i fondi per la sua gestione, seguono le ragazze durante il programma di recupero e nel successivo reinserimento sociale, fanno opera di informazione e sensibilizzazione sul territorio per i problemi della tossicodipendenza e del disagio.

Grazie a questo piccolo esercito, una quarantina di persone - costituito da genitori di ex-tossicodipendenti, giovani, pensionati, artigiani, casalinghe , operai, insegnanti e commercianti, tutti convinti che il problema del disagio giovanile e della tossicodipendenza non è un fatto privato ma di tutta la società - è stato possibile mettere insieme le risorse per la ristrutturazione della Casa.

"Cosa vuol dire per me "La casa di accoglienza Bernolda"?
La casa di accoglienza femminile "Bernolda" si aprì in luglio 1988, io collaborai fin dall'inizio, poi nel novembre del 1989 dopo una pausa di tre mesi riaprì i battenti e ne divenni responsabile. Per me era una responsabilità temporanea, siamo nel 2000 e sono ancora qui! …
La casa di accoglienza residenziale in sé può sembrare solo un servizio immediato per dare ospitalità in attesa che si possa valutare i bisogni della persona per proseguire con dei progetti personalizzati.
Quando si fanno le statistiche annuali e si leggono i numeri dei ragazzi che proseguono o che abbandonano verrebbe da pensare, tanta energia per così pochi risultati? Ne vale la pena?
Perché allora dopo 12 anni sono ancora qui?
Io personalmente la forza la prendo dalle ragazze, perché quando chiedono di essere aiutata a prendere in mano la loro vita è sempre una cosa grande e dal gruppo di volontari miei collaboratori, i quali mi danno una forza incredibile.
Il gruppo oltre fare funzionale bene la "cosa" è anche una forza fuori da essa perché col tempo si è instaurato un rapporto che va oltre il servizio in sé."