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Zona Montagna

Il gruppo volontari della Montagna ha come centro Carpineti, dove da anni è gestisce la Casa di Accoglienza. Da sempre, il gruppo è attento ai bisogni del territorio e del Centro e ha collaborato strettamente con il Centro di Solidarietà e il Servizio Tossicodipendenze di Castelnovo Monti per l'apertura del Centro di Disassuefazione. Oltre a questo, molti volontari si sono resi disponibili a seguire ragazzi nella fase di reinserimento sociale, favorendo la ricerca di un'abitazione e un lavoro e facilitando la creazione di una rete amicale sul territorio.
Un volontario scrive:

"Ero tranquillamente seduto sul divano, in una fredda serata d'inverno del lontano 1987, quando sento suonare il campanello di casa. Apro la porta ed una gentile signora mi informa che nell'appartamento attiguo, da pochi giorni, è venuto ad abitare il fratello di lei, portando con se problemi di tossicodipendenza.
La signora, in termini ancora più espliciti, ha aggiunto: "Quel ragazzo, pur avendo casa e famiglia, è stato appositamente collocato in altra abitazione poiché i genitori stanno frequentando il programma del CeIS di Reggio Emilia
Da qui è nata la mia curiosità di capire e di scoprire in modo più ampio come si manifestasse nei giovani il fenomeno della ricerca delle droghe, sia leggere sia pesanti.
Da allora, assieme ad altre persone, abbiamo deciso di accostarci al Centro, che aveva al suo interno persone competenti in materia, per conoscere da vicino il problema.

Trascorsi tre mesi si affaccia la necessità di dare risposta ad un caso di un giovane della nostra montagna affetto da problemi di droga. Quel giovane è stato accolto in una casa privata a Carpineti in cui solamente, a quel tempo, una manciata di volontari si alternava nei turni. Nutrivamo l'ingenua illusione che l'azione di recupero si esaurisse con questo singolo caso.
La realtà delle cose, purtroppo, ci ha dato torto.
In maniera costante, dal mese di maggio 1989, le richieste di dare ospitalità ad altri giovani sono progressivamente aumentate.
Il parroco del capoluogo, mons. Battista Guidetti, particolarmente sensibile al problema del disagio giovanile, degli emarginati, dei disadattati, prontamente ci ha messo a disposizione la "vecchia" canonica di San Prospero.
In quel modesto appartamento, che tuttavia ha ospitato una trentina di ragazzi, noi volontari eravamo armati di tanta buona volontà ma eravamo altrettanto consapevoli che l'esperienza e le metodologie da adottare erano ancora scarse. Il Centro di Reggio Emilia ci ha supportati con consigli, suggerimenti e strategie da esercitare.

Dopo tre anni ci siamo trasferiti dalla canonica nella casa mezzadrile, sempre di proprietà della parrocchia, dataci in comodato gratuito fino all'anno 2007.
Abbiamo provveduto a diffondere e ad esercitare una consistente azione di sensibilizzazione sul territorio di tutta la montagna e questo ha portato un sensibile incremento del numero dei volontari.
Ci siamo, altresì, attivati presso gli Enti pubblici e le Istituzioni per ottenere finanziamenti necessari alla ristrutturazione della stalla e del fienile, al fine di recuperarne l'uso.
Nel mese di agosto 1994, con legittima soddisfazione, abbiamo inaugurato l'apertura della nuova struttura.
Gli spazi nuovi appena ristrutturati, la posizione climatica ideale, hanno suggerito a don Giuseppe Dossetti di istituire a Carpineti, di comune intesa con il SerT di Castelnovo Monti e di Reggio Emilia, la prima Casa di Disassuefazione, a valenza regionale.
Avevamo appena traslocato in una bella struttura, che subito abbiamo dovuto fare fagotto…

Siamo approdati, quindi, nella vecchia casa mezzadrile rimesa a nuovo, nel mese di settembre di quest'anno."