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Zona di Correggio

La Casa di Accoglienza Residenziale di Correggio è stata aperta agli inizi degli anni '90 in una villetta nella prima periferia della città.
È nata con il nome di "Villa Zita" ed, in principio, ospitava un'utenza femminile.
Questo primo periodo di apertura è stato relativamente breve: dopo un paio d'anni, siamo stati costretti ad interrompere il servizio perché abbiamo dovuto lasciare la casa al proprietario. Come gruppo di volontari abbiamo, allora, continuato ad incontrarci assiduamente, ma senza poter riaprire una struttura di accoglienza.
Verso gli inizi del '96, fortunatamente, la parrocchia di S. Quirino e il parroco di allora, don Alcide, hanno lasciato all'Associazione alcuni locali in comodato gratuito, locali che tuttora stiamo utilizzando. Sono serviti parecchi mesi per sistemare e rendere abitabile l'edificio, ma con il lavoro dei volontari e l'aiuto di aziende esterne, la casa di accoglienza ha potuto riprendere il proprio servizio.
Da allora sono stati ospitati parecchi ragazzi, più o meno 200: alcuni di loro ora svolgono una vita "senza sostanze" e alcuni sono volontari della nostra casa, altri stanno completando il loro percorso di recupero, altri ancora hanno, purtroppo, abbandonato il programma di recupero.
"Villa Sirena" (questo è il nuovo nome della casa che ora si trova in via Sirena, nel centro storico), dalla sua riapertura è diventata maschile e può ospitare fino a 5/6 ragazzi contemporaneamente.
Tanti volontari hanno prestato servizio in questi anni: attualmente sono oltre una cinquantina le persone che regalano il proprio tempo per svolgere i vari servizi richiesti per poter gestire una "vera e propria casa".
Sono più di 100 le ore settimanali di permanenza dei ragazzi a Villa Sirena e richiedono la presenza costante e continua di un volontario. Serve poi chi si occupa della gestione amministrativa della casa, chi aiuta settimanalmente facendo la spesa, chi si occupa della preparazione e della formazione dei volontari, chi mantiene i contatti con il centro di Reggio Emilia, chi si occupa dei rapporti con il territorio.
La casa di accoglienza si autofinanzia: i volontari sono quindi impegnati anche in varie attività per reperire i fondi necessari per la gestione economica della struttura.

Un volontario:
"credo che, al di là di tutto, siano i rapporti che si instaurano con i ragazzi ospitati il vero motivo del nostro volontariato e la ragione per cui, con tanta passione, continuiamo in questa nostra opera."